…e i plotter a braccio?

Qualche giorno fa, ho pubblicato sul mio canale YouTube, la mia personalissima cronostoria, sull’uso dei sistemi CAD per il disegno tecnico. 

Evidentemente mi sono fidato troppo della mia memoria, e ho trascurato un particolare che in quel racconto avrebbe potuto essere interessante. 

A proposito…da quel video, è stato tratto il primo episodio del podcast, che potete ascoltare anche nella sezione apposita di questo sito.
Nell’ormai lontano 1994 ho avuto la possibilità di vedere all’opera un plotter “a braccio”.

Non so se il termine tecnico è esatto per definirlo, ma questa definizione può gia dare l’idea di come poteva essere il suo funzionamento, e di certo era un tipo di plotter molto differente da quelli di oggi, con la carta che si carica a rullo.

Esempio di Plotter “moderno Immagine senza copyright

I plotter di cui vi sto parlando invece, avevano la necessità di essere posizionati in piano.
Ma non è tutto. Avevano anche bisogno di avere molto spazio, perché come minimo occupavano lo spazio di un foglio A0.
Infatti la carta non i caricava con un rullo. Non c’era la taglierina incorporata.
Bisognava avere un foglio A0 gia pronto da posizionare sulla tavola del plotter. C’era una ghiera, simile a quelle rotonda dei porta-timbri, non so se avete presente.
In ogni spazio di questa ghiera, non c’erano ovviamente dei timbri, ma dei pennini a china, ognuno con uno spessore diverso.
Nella configurazione dei layer di Autocad, era necessario impostare il numero del pennino a seconda dello spessore di linea che si intendeva disegnare.
Proprio per questo, era fondamentale rispettare al massimo la gestione dei layer. Disegnare cioè, con una precisione maniacale, ogni entità, rigorosamente nel layer corretto.
Una piccola disattenzione, con una linea sottile al posto di quella spessa, oppure una linea tratteggiata al posto di quella continua, poteva costringere il disegnatore, al lancio di una nuova plottata.
Questo avrebbe comportato una notevole perdita di tempo, perché per completare la plottata, la macchina usava tutti i pennini, uno alla volta.
Ognuno di loro aveva il compito di disegnare tutte le entità che gli erano state assegnate nella configurazione dei layer.

Cercando on-line ho scoperto che esiste ancora qualcosa del genere, ma per stampare tavole tecniche, a mio parere, non credo che siano funzionali. Almeno al giorno d’oggi.

Qualcuno di voi, è così “vecchio” per ricordarsi quel tipo di plotter?

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